“La casa, oltre ad essere una semplice struttura abitativa, diventa soprattutto il contesto psicologico nel quale ciascuno si sente a proprio agio e sperimenta quelle relazioni ‘familiari’ indispensabili per lo sviluppo individuale e sociale della persona” (Progetto educativo dei Villaggi Sos – Italia).
Alle origini dei Villaggi, l’idea della casa si contrapponeva a quella degli istituti, strutture per loro necessità caratterizzate dall’assenza di spazi individuali, in cui coltivare la propria intimità: gradi dormitori, refettori, cucine (in cui era vietato l’accesso), ecc. Hermann Gmeiner aggiungeva che questa casa doveva essere una casa “normale”, offrire quello standard di vita che mediamente avevano le famiglie in un dato contesto. Né di più né di meno.
Anche questa è un’idea attuale che rinforza il più possibile il concetto di normalità (di vita) pur nella diversità della propria condizione (per i bambini del Villaggio non vivere nella propria famiglia). Gmeiner rifletteva ulteriormente che all’interno della casa lo stile di vita avrebbe dovuto essere caratterizzato dalla sobrietà, immettendo quindi un elemento valoriale nel suo progetto.
Il bambino o il ragazzo del Villaggio quando è ora, non dice “torno in comunità” ma “adesso vado a casa”: una affermazione che gli diventa famigliare e spontanea già pochi giorni dopo che è stato accolto.
La casa del Villaggio è spaziosa: in particolare le camere sono per due bambini; se possibile all’adolescente viene fatta fare l’esperienza di una camera propria.
Ogni casa del Villaggio – pur identica nella struttura architettonica – è diversa dalle altri per ciò che riguarda l’arredamento ed il modo di collocare i mobili e tutto il resto. Prende uno stile “personale” dettato dalla sensibilità della “Mamma” e successivamente arricchito dai suggerimenti, dalle proposte e dalle richieste avanzati dai ragazzi che diventano grandi.
E’ un luogo di intimità in cui anche il Direttore del Villaggio, quando entra, suona e chiede “Permesso”. Gli incontri con le persone che a vario titolo hanno relazioni con la famiglia, avvengono nel soggiorno (o nell’ufficio del Direttore), proprio per evitare che chiunque senta di poter invadere spazi che sono invece propri di chi abita la casa.
La “Mamma” gestisce un assegno mensile operando anche attraverso questo scelte importanti che si riversano sulla casa, su ciò che entra ed esce da essa.
